Copertina: My heart is in the East

Una delle sale dell’Istanbul Modern. Credits: Istanbul Modern

“My heart is in the East, and I am at the edge of West”. Così è arrivata fino a noi la produzione di Yehudah ha-Levi, poeta sefardita vissuto intorno all’anno mille: intrisa di un sentimento di nostalgia del proprio oriente, spesso più mentale che reale — nel caso dello scrittore citato, Israele.

Questa settimana Nèura non rimane affatto ferma, né a ovest né a est, ma si muove da Savona (ovest) a Istanbul (est), ma anche dal nord al sud Italia, con riflessioni sul ruolo dell’arte contemporanea nel territorio e nelle dinamiche politiche e sociali. Si parte quindi con la recensione della mostra Siate candidi come colombe ed astuti come serpenti, che riunisce in un angolo del nord est le poetiche di artisti costretti dalla crisi a barcamenarsi tra le difficoltà del presente e le proprie ambizioni, con la frase del Vangelo di Matteo come monito a guidarli. Ma è anche una schietta riflessione sulle occasioni perdute nell’arte contemporanea in zona friulana, sulla cecità della politica e la fatica di portare il contemporaneo in provincia.

Il nostro viaggio vola per un attimo a ovest, a Savona, dove nel Castello del Priamar una rassegna indaga sul rapporto tra l’entroterra e la costa, ovvero tra la Valbormida, per tradizione fucina di idee e artisti, e la cittadina ligure.

Intanto, a Milano, nel centro ovest italiano operoso e industrializzato, i reportage di Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco riportano alla coscienza civile le menti dei visitatori, facendo loro scoprire quanto il fenomeno della mafia sia radicato non soltanto in idilliaci luoghi agresti del centro e del sud Italia, ma anche dietro casa loro, da Buccinasco a Paderno Dugnano. Quasi a ricordare, citando De André, che anche se voi vi sentite assolti siete lo stesso coinvolti. E non dimentichiamo gli appuntamenti dedicati al design (ma non solo) a #Milano, epicentro dell’arte nelle Nèurastenie di questa settimana.

Il nostro viaggio continua: è la volta dell’est, vero e proprio cliché nel nostro immaginario riguardo all’oriente. Si tratta di Istanbul: siamo andati in visita all’Istanbul Modern. Dove le avanguardie, alla faccia dei cliché, non hanno certo tardato ad arrivare. Parafrasando Yehudah ha-Levi, qui siamo at the edge of the East, certo. Ma l’est, rispetto a cosa?

Buona lettura.

La Nèuraredazione


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