Copertina: Outsiders

Marcantonio Raimoni Malerba, Self container

Sono additati a vista. Tollerati, sì. Ma ghettizzati. Li si lascia ‘giocare’, certo. Sono liberi di esprimersi, di sbagliare. Ma con la consapevolezza che difficilmente potranno essere presi sul serio. Nonostante l’impegno. Nonostante le capacità.

È il caso delle donne. Secondo Georg Baselitz «non sanno dipingere». Pure, molti degli artisti più quotati sono, oggi, donne. Più, certamente, che in passato. Che considerazione e che potere hanno le donne, allora, all’interno del sistema dell’arte contemporanea?

È la volta degli outsiders, quelli veri. Che inconsapevolmente sono stati marchiati da una definizione “escludente”, limitante. Vediamo i protagonisti, le “etichette” e i percorsi dell’Outsider Art.

È il caso dei giovani. Il Salone del Mobile di Milano è un po’ come le major hollywoodiane: monopolizza il mercato. Eppure, rimangono ancora spazi liberi per la creazione, la sperimentazione. Nei quali sono lesti a infiltrarsi i designer del domani, ospiti del Salone Satellite.

È il caso del design autoprodotto. Modaiolo per definizione, il Fuorisalone milanese riserva, tuttavia, delle sorprese a chi ha voglia e pazienza di cercare. Come le mostre Bla Bla Makers alla Cattedrale della fabbrica del Vapore e Fuori Micro, il festival dell’editoria indipendente alle Officine Creative Ansaldo.

Dedicate ai #giardinidarte sono invece le Nèurastenie. Un modo come un altro per godersi il bello che c’è nell’arte, al di fuori dei luoghi convenzionali.
E come sempre, buona lettura!

La NèuraRedazione


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