Copertina: Skyline!

Lo skyline di Miami. Foto: Miamitom

Le linee del cielo sono visibili solo ai piloti e ai passeggeri di un aereo, agli uccelli, a chi vola in deltaplano e, presumiamo, agli extraterrestri. Se volessimo poi simularne una visione, potremmo cercare su google un programma adatto, ma non sarebbe la stessa cosa.

Con questo numero vi portiamo in alto, molto in alto, per farvi ammirare skyline mozzafiato, quelli delle grandi metropoli americane, raggiunte, fisicamente, dalla nostra Silvia Colombo che ci condurrà a partire da questa settimana nel cuore dell’America (California, Nevada e Arizona) con un reportage a tappe, alla scoperta del panorama artistico contemporaneo di una porzione di territorio oltreoceano. Si inizia con le installazioni di James Turrell all’interno di un lussuoso centro commerciale di Las Vegas.

A volte gli skyline cambiano, come le fisionomie artistiche di Attilio Antibo, noto ceramista savonese di cui, il critico Riccardo Zelatore, nella consueta rubrica Critico, ergo sum, svela le sperimentazioni su carta, meno note di quelle scultoree.

Gli skyline sono l’inconfondibile di ogni città, di ogni paesaggio, come inconfondibile e suggestiva è la fotografia di Robert Doisneau, a Genova con una mostra a Palazzo Ducale, visitabile fino al 28 gennaio. Di Doisneau non ci stanchiamo mai di parlarne e questa settimana ve lo riproponiamo con una nuova recensione, una nuova prospettiva e chissà che questo nuovo punto di vista non cambi lo skyline della poetica dell’artista francese.

Con gli occhi puntati su vertiginosi skyline vi faremo planare sulla mostra Jan Fabre. Stigmata. Actions & Performances 1976-2013 a cura di Germano Celant, visitabile a Roma fino al 16 febbraio. Un volo mozzafiato sul paesaggio poliedrico e anticonformista dell’artista, regista, coreografo e scenografo belga.

Ricca di opere straordinarie è la Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Francis Bacon, la transavanguardia, Acconci, Burri, Basquiat, Richter, Kiefer, Viola, Twombly sono solo alcuni dei nomi presenti grazie alla passione del fondatore di  MaxMara, Achille Maramotti. Ce ne parla Marina Dacci, direttrice della Collezione.

Il nostro giro si conclude con le Nèurastenie dedicate a #Bologna.

Buona lettura!

La Nèuraredazione

 


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