Critico, ergo sum – Merce rara

Santo Alligo, Vecchia Sperry, terracotta dipinta, cuoio, plexiglass, cm 34x23x24

di Riccardo Zelatore – Per fare il gallerista ci vuole il physique du rôle. Io non ne sarei capace. Peraltro sono ormai pochi coloro che perseverano interpretando correttamente questo mestiere difficile, intriso di passione, coraggio, intuito, competenza e determinazione. Anche un po’ di fortuna. Oggi sono quasi tutti commercianti, courtiers con bottega, imbonitori. Salvo qualche preziosa eccezione.

Attiva a Torino dal 2005, nella centralissima via Maria Vittoria al civico 20a, per l’entusiasmo e il coraggio di due collezionisti e cultori dell’arte ceramica (Norma Dalzen e Nino Rigano), la galleria Terre d’Arte rappresenta oggi uno dei rari esempi di come la passione per l’arte, l’onestà intellettuale e la tenacia imprenditoriale permettano di contrastare un’apatia culturale generalizzata, figlia purtroppo dei processi globalizzanti. Colti, curiosi e soprattutto determinati, Norma e Nino, che conosco da alcuni anni e con i quali ho il privilegio di condividere le proposte espositive, provano a tracciare con rigore filologico un percorso di continuità tra le espressioni artistiche del primo Novecento e le ricerche contemporanee, con una specifica specializzazione nel settore ceramico. Se da un lato l’esclusione delle altre discipline rende sempre più ardue le loro imprese (quasi eroiche), dall’altro permette loro di difendere un’identità culturale e di ricerca pressoché unica in Italia.

Se faticoso è oggi il compito di chi promuove arte contemporanea, figuriamoci finalizzare la propria attività alla sola materia ceramica, da sempre considerata arte minore e snobbata dalle fasce più consistenti e feconde del mercato, sottovalutata e penalizzata dalle istituzioni, insomma ghettizzata. Salvo poi scoprire che tutti i movimenti di avanguardia hanno avuto a che fare con questo nobile materiale e tutti i più grandi artisti del Novecento hanno frequentato, magari anche solo in modo occasionale, una bottega ceramica, lasciando testimonianze e capolavori.

Galleria

Ma non è questa la sede per tessere le lodi del comparto e metterlo a confronto con altre materie. Qui l’attenzione è rivolta a quelle persone che quotidianamente, con grande risolutezza e dedizione, quasi non potessero altro fare, ricercano nella nostra storia e nel presente opere anche poco note (maggiore è la soddisfazione della scoperta) per rivelarle a chi condivide questa particolare passione. Ben lo sanno Norma e Nino che già negli anni ottanta erano impegnati con pari vigore nella promozione della ceramica nostrana. Storico esempio ne fu la mostra a Palazzo Nervi in Torino nel maggio del 1982 intitolata “Mostra della ceramica italiana 1920-1940” che li vide attivi protagonisti e membri del comitato esecutivo. Il catalogo edito dalla Promark SpA rimane uno dei riferimenti bibliografici più interessanti per gli studiosi del settore.

A oggi sono trenta le mostre che si sono succedute nei misurati e accoglienti spazi di via Maria Vittoria. Mostre tematiche o monografiche, che rivelano l’attitudine dei titolari per il settore delle arti applicate, sempre più orientato verso le ricerche contemporanee. Grande attenzione è riservata a quegli instancabili sperimentatori di tecniche e materiali sovente trascurati rispetto agli autori ormai consacrati, che sono comunque periodicamente ospitati tra le mura della galleria. Valori già riconosciuti sono alternati all’attività di valorizzazione di nuove affermazioni. Ecco allora che (tanto per citare qualche referente) le presenze di Antonia Campi, Ugo Nespolo, Ugo La Pietra, Stefano Della Porta, Marino Ficola, si sono intercalate alle opere di Duilio Cambellotti, Franco Meneguzzo, Carlo Zauli, Emilio Scanavino, Attilio Antibo, Guerrino Tramonti, Franco Garelli, Alfonso Leoni, in una programmazione serrata che mai ha trascurato lo studio e la professionalità. D’altro canto, come già sosteneva Oscar Wilde «Oggi si conosce il prezzo di tutto e il valore di niente». Terre d’Arte ha sempre posto particolare attenzione alla qualità dei lavori e degli autori proposti, anteponendo l’amore per il bello, la rivalutazione storico-critica e la promozione culturale alle velleità speculative. La collaborazione costante con critici e studiosi del settore (Anty Pansera, Silvia Imperiale, Vittorio Amedeo Sacco, Marco Meneguzzo, Giorgio Levi, …), con musei e istituzioni, ha permesso alla galleria di acquisire una posizione di riferimento in ambito nazionale. Gli stessi collezionisti, che sovente non si limitano a comprare o vendere, ma portano idee e suggerimenti, partecipano le scelte e i programmi della galleria in un rapporto sinergico di reciproca crescita e collaborazione. Se è vero che il segmento di mercato dei cultori della ceramica è ristretto, per contro la loro partecipazione e il loro entusiasmo è peculiare e diventa ossigeno per i promotori.

Alcune mostre di Terre d’Arte

In questi giorni la galleria ospita i lavori in ceramica di un autore singolare. Santo Alligo è conosciuto a livello nazionale, e non solo, per la sua attività di ricerca nell’ambito del libro illustrato, meno nota è la sua attività artistica. Nello stesso tempo, proprio il lavoro in ambito grafico ne ha caratterizzato in modo determinante la formazione culturale, quanto la prima notorietà. Si individuano quindi immediatamente quelle caratteristiche insolite, originali dell’artista e della mostra a lui dedicata, che è contraddistinta da un sapido sapore di scoperta. Si incontrano risultati estetici affini alla statuaria fittile antica, come altri prossimi al mondo contemporaneo dell’iperrealismo e della pubblicità, tuttavia rivisitati in una originale prospettiva. In questo senso la mostra permette di constatare come i registri espressivi più vicini al mondo della diffusione commerciale siano stati completamente ribaltati dall’artista in ordine di finalità e principi. Attraverso lo sguardo critico di due storici dell’arte d’eccezione quali Vittorio Sgarbi e Marco Vallora e con un profilo critico-biografico tracciato da Adriano Olivieri, la produzione di Alligo, dai primi lavori degli anni sessanta a quelli di recente elaborazione, sta affascinando un pubblico sempre più numeroso e presente. Vi aspettiamo!


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