Dal ‘segno’ all’incanto. Fiume lento, di Alessandro Sanna

Alessandro Sanna, Fiume lento, Rizzoli 2013

di Lucia ValcepinaIl Po, colto alla luce dei ricordi e delle stagioni, è il mutevole e poetico protagonista degli acquerelli ‘narranti’ di Alessandro Sanna.

Realtà e visione, racconto per immagini, lento e multiforme, come la corrente del fiume. Il Po attraversato dai popoli, colorato dalle stagioni, animato dalla vita che erompe, velato da nebbie rarefatte, accarezzato nelle sue verità sommerse. Tutto questo (e molto altro) è Fiume lento, la recente opera di Alessandro Sanna, edita da Rizzoli e approdata nelle librerie italiane il 28 agosto.

Un «impalpabile concerto di armonie», come scrive Ermanno Olmi nella prefazione. Un  racconto che fluisce catturando l’occhio e la mente del lettore-osservatore (si potrebbe chiamare ‘pubblico’), tra luci e foschia, scorci del passato e immaginazione.

Fiume lento è un sorprendente silent book dalla voce morbida e colorata. Porta con sé le esperienze di chi vive lungo il Po, i racconti nati attorno alle sue rive, le passeggiate a ritroso negli anni, in una storia tangibile e visionaria al tempo stesso. Un viaggio reale ed emotivo, dipinto con tocchi calibrati e vividi, da un autore che sa cogliere tutta la potenza evocativa del fiume.

Acquerelli ‘narranti’ disposti, come afferma Sanna nella postfazione, ad accettare «gli imprevisti delle macchie e della (…) memoria».

Alessandro Sanna, Fiume lento, Rizzoli 2013

A orientare la mano, l’intento comunicativo dell’autore che, dal 2001, è passato da una pittura introspettiva all’illustrazione, dando vita a un percorso espressivo dai toni duttili e sinuosi, giocosi e sempre pregni di poesia. Forme, tratti, cenni, macchie di colore… a comporre scenari e situazioni che, in questo caso, ci parlano del Po, ma non solo.

Il fiume esce dagli argini, in tutti i sensi: non è semplice testimonianza di un territorio, ma un caleidoscopio di presenze, vibrazioni… metafora dei corsi d’acqua che solcano le nazioni, i continenti… indirizzandone la Storia. Forse per questo, Fiume lento ha già attraversato l’Oceano, affiancando all’edizione italiana quella americana (Enchanted Lion Books), preparandosi a un viaggio ancora più ampio. Insieme al suo autore, naturalmente.

Già… perché Sanna accompagna sempre le sue opere, in giro per il mondo, tra presentazioni, laboratori, performance, vere e proprie jam session. L’ultima ha avuto luogo presso il Teatro Ariston di Mantova (zeppo!), lo scorso 5 settembre, nel contesto del Festival della Letteratura, al fianco di Paolo Rumiz, sulle note dei musicisti Alfredo Lacosegliaz e Cristina Verità.

Alessandro Sanna, Fiume lento, Rizzoli 2013

È in queste occasioni che il ‘gesto artistico’ si svela amplificando la sua forza comunicativa. Allo stesso modo, gli interventi di Sanna nelle scuole e Università spiegano l’evoluzione di un’arte illustrativa (padrona di ogni tecnica) che può dirsi ‘libera’ in quanto frutto sì di estro, ma anche di costante studio e lavoro, ‘significativa’ perché associata a un’editoria il cui ‘segno’ è linguaggio universale, mai ridondante. Immediatezza, essenzialità ed efficacia che hanno stupito anche Raffele La Capria, lo scorso 21 agosto, per quelle brevi ed efficacissime tavole comparse sul Corriere della Sera, dedicate al lavoro degli immigrati. «Come si può essere espressivi con così poco?».

La domanda potrebbe accompagnare l’intero percorso illustrativo di Sanna, cominciato una decina di anni fa, al tocco del pennino intinto nella china. L’orchestre du chat noir (ed. fr. Grandir, 2002) segna l’inizio di una poetica minimale, rispettosa dell’immaginario puro, senza età, che riconosce nella forma e nel ‘segno’ le tracce per creare, improvvisare giocando. È un’arte della variazione che, nel tempo, si è declinata in vari modi conservando l’intuizione originaria: la naturale poesia e l’imprevedibile suggestione della vita (un esempio su tutti: Piccola luce, ed. fr. Grandir; ed. it. Kite 2011).

Alessandro Sanna, Fiume lento, Rizzoli 2013

Nel corso degli anni, l’arte di Sanna si è sbizzarrita. Ha attraversato mondi onirici e visionari (Don Chisciotte e la risoluta volontà del sogno, Tre Lune 2005); ha evocato suggestioni animistiche e tribali (Il Bosco, Bloom 2008); ha accompagnato opere letterarie (da Calvino a Rodari, da Melville a Grossman…); ha condotto per mano piccoli e grandi creativi (basti ricordare i libri da completare e trasformare, editi da Corraini e Kite; le giocose pagine dedicate alla prima infanzia per Emme edizioni; la serie Mano felice disegna… e il recentissimo albo Strega comanda color, ed. Panini).

L’ispirazione dell’artista è vulcanica e i riconoscimenti non mancano. Premio Andersen 2006 per “il miglior libro fatto ad arte“; nel 2009, Premio Andersen come migliore illustratore e Premio Rigamonti per le arti visive. Oggi Sanna, mentre rapisce il nostro sguardo con Fiume lento, muove i suoi personaggi, morbidi e sinuosi, sulle pagine di Vanity Fair France, rivista che lo ha eletto di recente illustratore ufficiale. Intanto, elabora nuovi progetti e idee… lasciando libera la mano di pensare, parlare, creare i suoi eloquentissimi silent books.

E noi, colpiti da tanta creatività, ci chiediamo: qual è il segreto per passare dal ‘segno’ all’incanto?

Alessandro Sanna, Fiume lento, Rizzoli 2013

Fiume lento. Un viaggio lungo in Po
di Alessandro Sanna

Editore. Rizzoli
Data di pubblicazione. Agosto 2013
Prezzo. 23 euro
Pagine. 96

Sito web. www.alessandrosanna.com


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