David Carter e la magia dei libri pop-up

di Sil­via Co­lomboUn li­bro pop-up è per sem­pre e, come sot­to­li­nea ogni volta Da­vid A. Car­ter, uno dei grandi mae­stri del set­tore, i suoi sono og­getti “per bam­bini grandi e pic­coli”, pre­ziose opere d’arte, fi­nal­mente alla por­tata di tutti.

Da­vid Car­ter con una sua crea­zione pop-up

Non di­men­ti­chiamo che, a volte, per com­pren­dere ed en­trare in sin­to­nia con l’arte ba­sta ri­sco­prire la na­tu­ra­lezza di uno sguardo in­no­cente, privo di pre­giu­dizi e di in­for­ma­zioni date per ac­qui­site.
Come quando si è pic­cini. E non im­porta se la carta d’identità ci ri­corda che – or­mai da un pezzo – ab­biamo su­pe­rato la mag­giore età.

Da­vid A. Car­ter ha fon­dato su que­sto il se­greto del suo suc­cesso. Ce lo rac­conta a par­tire dalle co­per­tine dei suoi co­lo­ra­tis­simi li­bri pop-up, che si ri­vol­gono ai “bam­bini grandi e pic­coli”: a tutti co­loro, cioè, che sono in grado di ri­sco­prire il lato gio­coso e di­ver­tente di se stessi, in­di­pen­den­te­mente dalla data di na­scita. Dai quat­tro anni in su, sono tutti am­messi.
E se l’identità di que­sto per­so­nag­gio vi è sco­no­sciuta, ecco qual­che in­for­ma­zione in più.

Cold­play, Mylo Xy­loto (2011)

Classe 1957 e cit­ta­di­nanza ame­ri­cana, ne­gli anni set­tanta Car­ter la­vora come gra­phic de­si­gner in am­bito pub­bli­ci­ta­rio e, dalla fine del de­cen­nio suc­ces­sivo, si de­dica all’il­lu­stra­zione e alla crea­zione di li­bri che, tal­volta, emer­gono dalla piat­tezza della pa­gina per ab­brac­ciare la terza di­men­sione. Di re­cente, inol­tre, ha rea­liz­zato la gra­fica dell’album Mylo Xy­loto dei Cold­play, uscito nel 2011.

Oggi, il no­stro in­ge­gnere della carta (come ama de­fi­nirsi) ha all’attivo ol­tre no­vanta ti­toli di suc­cesso – al­cuni dei quali rea­liz­zati in­sieme alla mo­glie, Noelle –, a par­tire dalla se­rie dei Bugs che l’ha reso ce­le­bre, fino al più re­cente Og­getti in vi­si­bili, uscito nel 2012 per i tipi della Franco Co­simo Pa­nini, col­lana I pop-up.

In giro cir­co­lano tanti og­getti si­mili, ma la firma di Da­vid A. Car­ter è una ga­ran­zia. Per­ché? La ri­spo­sta è sem­plice: at­ti­rano il no­stro oc­chio, così bril­lanti e co­lo­rati. La ta­vo­lozza a cui l’autore fa ri­fe­ri­mento ap­par­tiene alla sfera li­mi­tata dei co­lori pri­mari o se­con­dari e av­volge le forme, per­lo­più, in ma­niera mo­no­croma.
Il lin­guag­gio è sem­plice, quasi di­sar­mante, ep­pure at­tinge a un vo­ca­bo­la­rio ar­ti­stico com­plesso. Al­cuni ele­menti, come l’albero dai rami sot­tili, leg­ger­mente on­du­lati, de­co­rati da fiori di ci­lie­gio, ri­man­dano a un im­ma­gi­na­rio orien­tale, giap­po­nese, e striz­zano l’occhio alla me­ti­co­losa arte dell’ikebana. Al­tri si av­vi­ci­nano a forme cubo-futuriste, geo­me­tri­che e ir­re­go­lari, al­tri an­cora ri­chia­mano i polka dots gialli e neri di Yayoi Ku­sama.

Da­vid A. Car­ter, pop-up con­te­nuto in 2 Blu

L’universo messo in piedi da Car­ter è fa­vo­li­stico: ba­sta de­si­de­rarlo, e ci si ri­trova im­mersi in una di­men­sione pa­ral­lela, dove ogni pa­gina o bi­glietto è un mul­ti­plo d’artista che si può cu­sto­dire ge­lo­sa­mente o re­ga­lare. E fi­nal­mente avremo tra le mani un pic­colo pezzo di arte ac­ces­si­bile. Met­tia­moci su­bito alla ri­cerca del 2 Blu, o di Un Qua­dro Giallo. Non è mai troppo tardi.

Per chi in­vece si vo­lesse ci­men­tare nell’impresa, sap­piate che Car­ter ha pen­sato an­che a que­sto, dando alle stampe – in­sieme a Ja­mes Diaz – il vo­lu­metto Ele­ments of Pop Up: A Pop Up Book for Aspi­ring Pa­per En­gi­neers (1999), de­di­cato a tutti co­loro che aspi­rano a di­ven­tare in­ge­gneri della carta. Non esi­ste, a ora, la tra­du­zione ita­liana, ma il li­bro è fa­cil­mente re­pe­ri­bile su tutti i ne­gozi on­line.
Spunti si­mili si pos­sono trarre dal li­bello Pop-up. Corso per co­strut­tori di pop-up, della casa edi­trice Edi­to­riale Scienza, ri­volto a un pub­blico di più piccoli.

In­fine, se avete tanta crea­ti­vità ine­spressa, i corsi per creare li­bri pop-up im­paz­zano, da quelli or­ga­niz­zati da Ele­mento di di­sturbo a Vi­cenza, a quelli della Li­bre­ria dei ra­gazzi di Mi­lano, senza con­tare i video-tutorial di You­tube. A voi la scelta.
Per­ché – per dirla con le pa­role di Bruno Mu­nari, che cre­diamo avrebbe ap­prez­zato il tema – “l’arte è ri­cerca con­ti­nua, as­si­mi­la­zione delle espe­rienze pas­sate, ag­giunta di espe­rienze nuove, nelle forma, nel con­te­nuto, nella ma­te­ria, nella tec­nica, nei mezzi”¹.

1 Bruno Mu­nari, Mu­nari 80 a un mil­li­me­tro da me, Schei­wil­ler, Mi­lano 1987.

3 responses on “David Carter e la magia dei libri pop-up

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