Happiness: quando la fotografia è “incontro”

Rosana Fernández, Retrato de Mujer despidiendose 2012.

di Lucia ValcepinaLe opere fotografiche della venezuelana Rosana Fernández sgorgano dalla socialità ma attingono al subconscio, tra significati arcani e reazioni emotive, offrendosi al nostro sguardo critico.

E se un giorno il tuo braccio si staccasse dal corpo e vagasse nello spazio per raccontare la sua storia? Forse incontrerebbe gli occhi di un vicino di casa, le gambe di un amico o il volto di uno sconosciuto… e magari conoscerebbe Happiness.

Mai come oggi, nelle forme d’arte e della comunicazione, il rapporto autore-soggetto dell’opera esprime la dialettica mutevolezza e fluidità dei tempi. L’esigenza di scambio e permeabilità dei ruoli, anche al di fuori degli spazi virtuali, modifica percettibilmente processi e risultati. Se l’attitudine è documentaristica oppure nasce da scavo psicologico, ispirazione libera o gioco, il risultato è comunque pluridirezionale. Scambio costante tra i soggetti protagonisti, osservanti e osservati, in un intrecciarsi di sfumature, significati, simboli nascosti.

Rosana Fernández, Benevola, 2012

Oggi parliamo della fotografa venezuelana Rosana Fernández e di Happiness: progetto internazionale ed evento fotografico, sbocciato come idea a Londra nel 2007, germogliato poi in Venezuela e Spagna, e pronto tra pochi giorni ad approdare in Italia. Una sola e imperdibile tappa: Chiostro Sant’Antonio di Morbegno (SO), dal 20 al 28 luglio. Il tutto grazie alla promozione del movimento creativo culturale sondriese Askesis e della curatrice Raffaela Cattaneo che di Happiness conosce, per averla vissuta un anno fa a Barcellona, la genesi e sostanza.

Ma in che cosa consiste esattamente il progetto?

In un luogo sempre diverso del mondo, un eterogeneo gruppo di persone si incontra all’interno del locale o dell’abitazione che accoglie la Sezione Happiness. Può trattarsi di un gruppo di amici, conoscenti o sconosciuti capitati per caso, uniti dal desiderio di condivisione e da quell’indefinibile filo sottile che collega le menti curiose e ricettive. Cucinando insieme e attorno a una tavola imbandita, parlano del proprio vissuto, della società, dell’arte, dei sogni, danno sfogo ai pensieri e all’immaginazione spontaneamente.

In un secondo tempo, ciascun partecipante dialoga con Rosana Fernández e i suoi collaboratori di fronte a una macchina fotografica e una telecamera. L’artista guida e sollecita il confronto, ma ogni conversazione ha in sé ritmi, sfumature proprie e le imprevedibili variabili emotive dell’incontro. Nel frattempo, Rosana e i suoi collaboratori immortalano alcune reazioni istintive, i dettagli significativi, i gesti e i cenni inconsapevoli. I frammenti di immagini, corpi e micro-movimenti vanno poi a strutturare opere in cui parti delle diverse individualità si assemblano, si accostano, si sposano tra loro in una composizione di varia umanità.

Rosana Fernández, La ultima escena de Happiness, particolare, 2012

Ogni luogo accoglie un evento e porta con sé le tracce di quanto è accaduto in un’altra città del mondo: nello specifico, le opere che vedremo esposte a Morbegno nascono dalla Sezione Happiness di Barcellona 2012. L’apporto dei singoli è spesso un contributo di culture e nazionalità, come nel caso di Especial Mediterraneo (Badalona 2012), occasione feconda di intrecci e scambi per la provenienza dei partecipanti e l’interpretazione che ognuno, con la sua lingua e provenienza, ha dato della cultura mediterranea.

Per Rosana Fernández l’indagine sulla condizione umana è un percorso complesso che si sviluppa su diversi terreni, percorsi d’arte e pensiero: dagli archetipi del teatro antico delle origini alle simbologie del mito, attraversando la Storia e il pensiero filosofico-scientifico, le vibrazioni delle onde quantistiche, fino agli apporti multidisciplinari della cultura e società contemporanea. Il risultato è un gioco di riflessi tra l’elemento visivo, il pensiero cosciente e le proiezioni del subconscio che sottendono l’esperienza.

Situazione bizzarra e imprevedibile, dunque, nella quale la felicità si fa carne, gestualità, dettaglio, espressione.

Rosana Fernández, Happiness 2013

Nel progetto, gli incontri, le conversazioni, il processo creativo, la composizione dell’opera e la conclusiva esposizione al pubblico si traducono in tappe che conferiscono senso, struttura e corpo all’esperienza artistica, trasformandola in un processo dialettico e vivo.

Si deduce che l’opera finale non si pone come ultima parola, diktat visivo, piuttosto come traduzione, fatta di segni, simboli e suggestioni, di un processo interiore individuale e collettivo. È la composizione che, tra chiaroscuri dal gusto pittorico e gesti accennati o sospesi, chiede all’osservatore di assumere un approccio critico.

L’incontro fotografico e artistico accorcia le distanze, capta le risposte emotive, gli stati profondi, per poi accostarli ad altri confondendo il singolo nel molteplice, in un gioco di rimandi, analogie o chiasmi. L’effetto può essere armonico o inquietante, lieve o intenso, appagante come la bellezza o interlocutorio come l’oscurità.

Tutto questo è Happiness.

E il tuo braccio lo sa.

Rosana Fernández, La ultima escena de Happiness, 2012

Happiness

Chiostro Sant’Antonio
Morbegno (SO), Piazza Sant’Antonio
Dal 20 al 28 luglio
Orari. dal lunedì al venerdì 17.30-21.30 | sabato e domenica 10-12.30, 17.30-21.30
Ingresso libero

sito web. www.prohappiness.wordpress.com


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