La Wunderkammer contemporanea apre a Milano

di Silvia ColomboWunderkammer è una mostra suddivisa in due sezioni – una al Poldi Pezzoli, dedicata all’arte antica, l’altra alle Gallerie d’Italia, sempre a Milano, incentrata sul contemporaneo – che tende a illuminare il visitatore su un mondo fatto di meraviglie, di ieri e di oggi.

Studio Azzurro, Un bosco (1991)
video, 12’, Proprietà Studio Azzurro

Ambiente attentamente costruito da colui che ama circondarsi di oggetti unici e peculiari – siano essi naturali (naturalia) o eseguiti dall’uomo (artificialia) – la Wunderkammer è la pietra miliare da cui, nei secoli a venire, germinerà il museo. Nata nel Cinque e Seicento dalla passione collezionistica di scienziati, umanisti e uomini di cultura, la “camera delle meraviglie” è un gabinetto privato, concepito per il piacere estetico personale, ma aperto anche alla condivisione con gli altri. In essa si affastellano conchiglie, animali imbalsamati, automi e pietre naturali, utili alla ricerca, così come alla contemplazione, perpetrando una tradizione che prosegue nel tempo – ora si perde, ora si rafforza.
Un fil rouge che si perde per compiere, poi, il suo ritorno trionfale con le avanguardie del Novecento, e in particolare con il Surrealismo, il quale “intrattiene con il passato un rapporto meno controverso che con il presente”¹ e, di nuovo, negli anni ottanta, con la mostra a Palazzo Reale di Milano, curata da Arturo Schwarz e con Wunderkammer, a cura di Adalgisa Lugli e allestita in occasione della Biennale veneziana del 1986.

Sulla destra: Claudio Costa, Il Re e la Regina (1992-1993)

Oggi, questa stessa tematica viene ripresa e consolidata grazie all’apertura di un’esposizione a due tappe che ha da poco aperto a Milano: si tratta – non a caso – di Wundekammer, visitabile al Museo Poldi Pezzoli per la parte antica e alle Gallerie d’Italia di piazza Scala per la sezione contemporanea. Noi, assecondando la vena critico-artistica di Nèura – nemmeno a dirlo – affrontiamo solo la parte più recente, che si trova nell’elegante sede progettata e costruita da Luca Beltrami ed è curata da Martina Mazzotta.
L’allestimento, una scatola rossa pronta ad accogliere il visitatore in un percorso di cui si possono facilmente seguire le tracce, traduce letteralmente quell’idea di scrigno segreto che attende solo di essere esplorato e sviscerato sin nei meandri più profondi.

Noi, dunque, scopriamo che cosa si trova al suo interno: la sequenza delle opere, fitta proprio come ci si aspetterebbe, propone al nostro sguardo una serie di lavori sintonizzati su diverse frequenze, alcuni dal sapore più antico, altri risalenti ad anni recenti, se non contemporanei.
Da una vetrina fanno capolino due teschi, uno maschile e l’altro femminile; sono Il Re e la Regina di Claudio Costa (1992-1993), apparentemente simili ma, in realtà, distanti più che mai: un teschio umano circondato da un favo di calabroni lui, un cranio ricostruito, a cui sono state ancorate delle protesi in cera (un finto cevello) e un isolatore elettrico lei. In quest’opera è racchiuso, in nuce, il senso della mostra: un percorso sincretico che si aggira per i meandri della natura e dell’artificio, senza tralasciare la meraviglia e lo stupore.

Per questo si passa dalla wunderkammer cancellata di Emilio Isgrò alla celebre composizione di farfalle di Damien Hirst, sino alle lettere incise su fondo oro di Guido Peruz e alle ombre del delicato senza titolo di Elisa Sighicelli.
Ci si muove agli antipodi delle cose, dal pieno al vuoto, dall’esibito al nascosto, dal vivo al morto. Non si finisce mai di stupirsi, in questa wunderkammer.

Damien Hirst, High Windows (Happy Life, 2006)
Smalto e farfalle su tela, diametro 243,8 cm
London-Milano, Robilant+Voena

WUNDERKAMMER
Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi
15 novembre 2013 – 2 marzo 2014

Milano, Gallerie d’Italia – Piazza Scala
Orari. martedì-domenica 9.30-19.30 | giovedì 9.30-22.30
Ingresso libero
sito web. www.gallerieditalia.com

¹ Martina Mazzotta, “Wunder-Weltanschauung” Una visione meravigliosa del mondo, in Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi, a cura di Lavinia Galli Michero, Martina Mazzotta, Skira, Milano 2013, p. 19.


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