Artissima e i suoi “Musei in Mostra”

Padiglione Oval, Torino Lingotto

di Silvia ColomboOggi ci spostiamo a Torino, per segnalare un’interessante iniziativa all’interno di un’edizione di Artissima 2013 che, al contrario, si è rivelata piuttosto anonima. Si tratta di Musei in Mostra, sezione interna alla fiera d’arte, dedicata alle collezioni pubbliche e private del territorio.

Forse l’edizione 2013 di Artissima non sarà ricordata per una spiccata unicità, oppure per le imperdibili novità introdotte in un mercato dell’arte ormai semi-appiattito e ripetitivo, però qualcosa di interessante si trova ancora. Non ultima, l’iniziativa portata avanti dagli organizzatori della manifestazione, che vede protagoniste le istituzioni culturali – pubbliche e private – del territorio piemontese e le loro collezioni.
Musei in Mostra è il titolo della sezione e, se vi state chiedendo di cosa si tratta, la risposta è semplice: come si può intuire dal titolo, piuttosto didascalico, una parte del padiglione Oval di Torino Lingotto è riservata alle opere di enti pubblici e privati che hanno voluto fare mostra di sé. 

Bas Jan Ader, I’m too sad to tell you (1971)
Collezione La Gaia, Busca (CN)

Ogni stand, dunque, presenta lavori legati alle esposizioni temporanee in corso nelle rispettive sedi cittadine, oppure rappresentativi della collezione privata, altrimenti non accessibile al pubblico. Se ci pensate, è un modo molto interessante, questo, per avvicinare il fruitore medio di una fiera d’arte (indipendentemente dal suo background o dai suoi interessi) al sostrato culturale della città, oppure per mettere in luce le risorse culturali di una regione di fronte a chi – ignaro – arriva da fuori.
È un biglietto da visita che può incuriosire e spingere coloro che recepiscono il messaggio alla scoperta di Torino, e oltre.

Le adesioni, in effetti, provengono da istituzioni di tutto il Piemonte e contano, tra gli altri, la Collezione La Gaia di Busca (CN), che ci mette di fronte a I’m too sad to tell you, un video dove un inconsolabile Bas Jan Ader piange senza sosta, mentre viene ripreso, con un incessante e voyeuristico primo piano, in un momento di dolore incolmabile.
Ancora, il CeSAC (Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee) di Caraglio (CN) propone Opera in movimento di Marzia Migliora, esposta nel 2012 in occasione della mostra “Mente locale” e incentrata sul concetto di “linea di confine” – materialmente tradotto in una linea che, piano piano, oscilla in un costante movimento ondulatorio, rendendo lo stesso senso di “limite” labile e insicuro.

Con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, si passa da Cuneo alla zona del biellese e, metaforicamente, in un’area di Artissima dove si incontra il progetto Visible. On Display: una raccolta di video inerenti al concorso Visible, lanciato dalla stessa fondazione per raccogliere diversi punti di vista sul tema delle nuove pratiche sociali afferenti al mondo dell’arte. Allora, quando l’arte esce da se stessa per approdare nel mondo, nella vita di tutti i giorni, cosa succede? Si cerca di “fare rete”, intessendo una tela tra i cardini di un triangolo equilatero: i centri dove si fa cultura, i curatori e, ovviamente, gli artisti.

Marzia Migliora, Opera in movimento (2012)

Il nostro viaggio, tra la GAM, il Parco d’Arte Vivente e la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo… potrebbe continuare ancora. Ma per incuriosirvi, questa volta ci fermiamo qui. A voi l’iniziativa e la scelta in merito alla continuazione della storia.

 


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