Inaugura a Barcellona l’esposizione itinerante Pasolini Roma

Pa­so­lini Roma. Cen­tre de Cul­tura Con­tem­po­rà­nia de Barcelona

di Cri­stina Pon­tisso A ospi­tare la prima tappa dell’esposizione iti­ne­rante PASOLINI ROMA sarà il Cen­tre de Cul­tura Con­tem­po­rà­nia di Bar­cel­lona, dal 23 mag­gio al 15 set­tem­bre 2013. Una ras­se­gna ci­ne­ma­to­gra­fica – quasi cin­quanta pro­ie­zioni per ri­per­cor­rere la vita e l’opera di Pa­so­lini – sarà inol­tre ospi­tata tra mag­gio e lu­glio dalla Fil­mo­teca de Ca­ta­lu­nya. Al pro­getto espo­si­tivo hanno ade­rito, ol­tre al CCCB, la Ci­né­ma­thè­que fra­nçaise di Pa­rigi, l’Azienda Pa­laexpo — Pa­lazzo delle Espo­si­zioni di Roma e il Martin-Gropius-Bau di Berlino.

La spe­ci­fi­cità della mo­stra è l’approfondimento del rap­porto tra Pier Paolo Pa­so­lini (1922–1975) e Roma: un uomo e una città, una grande sto­ria d’amore “con le sue de­lu­sioni, i suoi sen­ti­menti con­tra­stanti di amore e odio, e le fasi di at­tra­zione, di ri­fiuto e di straniamento”¹, come ri­ve­lano i cu­ra­tori nella pre­fa­zione del ca­ta­logo. Roma è stata per lui un campo di stu­dio e di ri­fles­sione, non solo uno sfondo per i suoi ro­manzi e i suoi film.

PASOLINI ROMA è sud­di­visa in sei se­zioni che se­guono un per­corso cro­no­lo­gico, cor­ri­spon­dente a sei fasi della vita di Pier Paolo Pa­so­lini e che esplo­rano le forme della sua crea­ti­vità: la poe­sia, l’impegno po­li­tico, il cinema.

Ber­nardo Ber­to­lucci, Jean-Luc Go­dard e Pier Paolo Pa­so­lini, du­rante una riu­nione per il film Amore e rab­bia (1969) © Re­por­ters As­so­ciati — Roma

La prima se­zione (1950–1954) co­min­cia con l’arrivo a Roma dal Friuli, in­sieme alla ma­dre Su­sanna Co­lussi, il 28 gen­naio 1950, dopo l’espulsione dal si­stema di istru­zione pub­blica e dal Par­tito co­mu­ni­sta, per es­sere stato de­nun­ciato di aver avuto in­con­tri ses­suali con ado­le­scenti, ac­cusa da cui è poi stato sca­gio­nato. Pa­so­lini abi­terà a Ponte Mam­molo, quar­tiere po­vero vi­cino al car­cere di Re­bib­bia, tro­verà la­voro come in­se­gnante in un isti­tuto pri­vato di Ciam­pino, sco­prirà la po­po­la­zione emar­gi­nata delle bor­gate, la loro lin­gua, cul­tura e vi­ta­lità. Sono gli anni in cui, con San­dro Penna, ini­zia a fre­quen­tare Un­ga­retti, Gadda, Ca­proni, Bas­sani. La se­conda se­zione (1955–1960) si apre con la pub­bli­ca­zione di Ra­gazzi di vita, con cui Pa­so­lini fa il suo in­gresso “scan­da­loso” nella vita in­tel­let­tuale e ar­ti­stica di Roma. Ini­zia a scri­vere sce­neg­gia­ture  per Sol­dati, Fel­lini, Bo­lo­gnini e al­tri. Co­no­sce le per­sone che di­ven­te­ranno i suoi amici mi­gliori: Al­berto Mo­ra­via e Elsa Mo­rante. In­con­tra Laura Betti, can­tante e at­trice, che gli starà vi­cino per tutta la vita, pre­sente nei suoi film e nello spet­ta­colo tea­trale Or­gia. Pa­so­lini la­scia il quar­tiere di Re­bib­bia per tra­sfe­rirsi a Mon­te­verde, nello stesso edi­fi­cio in cui vi­veva il poeta At­ti­lio Ber­to­lucci con la mo­glie e i fi­gli, Ber­nardo e Giu­seppe, con cui Pa­so­lini strinse pro­fondi rap­porti di amicizia.

Pier Paolo Pa­so­lini, Au­to­ri­tratto (1965). Cour­tesy Ga­bi­netto G.P. Vieus­seux, Firenze

La terza fase (1961–1963) è inau­gu­rata dal suo primo film, Ac­cat­tone, con cui ini­zia la “tri­lo­gia ro­mana” (com­ple­tata da Mamma Roma e La ri­cotta) che fa vi­vere le pe­ri­fe­rie di Roma, il sot­to­pro­le­ta­riato, i quar­tieri Te­stac­cio, Pi­gneto, Tu­sco­lano e il Parco de­gli Ac­que­dotti. La ri­cotta, gi­rato alla fine del 1962, se­gna l’importante in­con­tro col gio­vane Ni­netto Da­voli; e per que­sto film  è stato al cen­tro di un pro­cesso per ol­trag­gio alla re­li­gione. Da que­sto mo­mento Roma di­venta per Pa­so­lini an­che la città di aule di tri­bu­nale. Ha su­bìto tren­ta­tré pro­cessi, con cui hanno ten­tato di met­tere a ta­cere la sua ana­lisi cri­tica, la sua voce sco­moda. La fase 1963–1966 si apre con il tra­sfe­ri­mento in un tran­quillo quar­tiere re­si­den­ziale, l’EUR. Pa­so­lini gira Uc­cel­lacci e uc­cel­lini (1965–1966), in­ter­pre­tato da Totò e Ni­netto Da­voli. Ini­zia piano piano ad al­lon­ta­narsi dalla ca­pi­tale: nelle cam­pa­gne vi­ter­besi e nel sud d’Italia gira Il Van­gelo se­condo Mat­teo (1964), de­di­cato a Papa Gio­vanni XXIII. Con que­sto film de­sta po­le­mi­che al Fe­sti­val di Ve­ne­zia, dove ri­ceve il pre­mio OCIC (Or­ga­ni­smo cat­to­lico in­ter­na­zio­nale del cinema).

Una notte di marzo del 1966, Pa­so­lini è ri­co­ve­rato d’urgenza in ospe­dale a causa di un’emorragia pro­vo­cata da un’ulcera. Du­rante la con­va­le­scenza, scrive le sei opere che rap­pre­sen­tano quasi tutto il suo la­voro per il tea­tro. Quel pe­riodo (se­zione 1966–1973) se­gna an­che l’inizio del di­sin­canto nei con­fronti di Roma. Pa­so­lini è stato forse l’unico in­tel­let­tuale ita­liano ca­pace di com­pren­dere il si­gni­fi­cato e la por­tata delle tra­sfor­ma­zioni in atto, di co­gliere i pe­ri­coli in­siti nel neo ca­pi­ta­li­smo ita­liano, un mo­dello di svi­luppo ba­sato sulla quan­tità piut­to­sto che sulla qua­lità, sull’accumulo di beni su­per­flui piut­to­sto che sul pro­gresso cul­tu­rale e mo­rale. Ha os­ser­vato gli ef­fetti di­strut­tivi della so­cietà dei con­sumi, ha vi­sto la cor­ru­zione del sot­to­pro­le­ta­riato ro­mano, una cul­tura su cui aveva co­struito parte della sua opera let­te­ra­ria e ci­ne­ma­to­gra­fica. È di que­sti anni l’incontro con Ma­ria Cal­las, alla quale nel 1969 dà il ruolo prin­ci­pale nel film Me­dea e con cui ha una re­la­zione di pro­fonda amicizia.

Tra il 1970 e il 1974, gira la Tri­lo­gia della vita. Il De­ca­me­ron in Cam­pa­nia, I rac­conti di Can­ter­bury in In­ghil­terra, e in­fine si reca in Egitto, Ye­men, Eri­trea, e Ne­pal per rea­liz­zare Il fiore delle Mille e una notte. Pa­rigi di­viene un cen­tro im­por­tante per la sua vita in­tel­let­tuale. Scam­bia idee e teo­rie con i più im­por­tanti in­tel­let­tuali fran­cesi dell’epoca: Jean-Paul Sar­tre, Ro­land Bar­thes, Chri­stian Metz e Jean-Luc Go­dard. Pa­so­lini co­no­sce un pe­riodo di crea­ti­vità pro­li­fica. Ac­qui­sta due case né troppo lon­tano né troppo vi­cino a Roma: una in cam­pa­gna, a Chia (So­riano nel Ci­mino, VT), l’altra vi­cino al mare, a Sa­bau­dia (LT), con­di­visa con l’amico Al­berto Mo­ra­via. Sono state a lungo so­gnate. A Chia si ri­tira di tanto in tanto per scri­vere e di­pin­gere  nelle pause tra un film e l’altro. Le due grandi opere di que­sto pe­riodo sono il ro­manzo Pe­tro­lio, ri­ma­sto in­com­piuto, e Salò, uno dei film più estremi della sto­ria del cinema.

Il 2 no­vem­bre 1975 il suo corpo è stato tro­vato, bar­ba­ra­mente as­sas­si­nato, presso il li­to­rale di Ostia. Non è an­cora chiaro cosa sia suc­cesso quella notte, ma alla de­scri­zione de­gli eventi fatta da Pino Pe­losi non si è dato al­cun credito.

A te­sti­mo­nianza di ogni in­con­tro, si­tua­zione, scritto e film ci­tato in que­sta breve cro­ni­sto­ria è pre­sente in mo­stra una quan­tità di ma­te­riali con­si­de­re­vole: ma­no­scritti ori­gi­nali di sce­neg­gia­ture, sto­ry­board, poe­sie, ro­manzi, saggi e ar­ti­coli, cor­ri­spon­denza con amici e al­tri in­tel­let­tuali e ar­ti­sti, di­se­gni e di­pinti di Pa­so­lini, brani tratti dai suoi film, in­ter­vi­ste e do­cu­men­tari, fo­to­gra­fie, mappe di Roma, in­stal­la­zioni, ecc. Molti dei ma­te­riali ori­gi­nali pro­ven­gono dall’Ar­chi­vio Con­tem­po­ra­neo ‘A. Bon­santi’ di Fi­renze, in par­ti­co­lare dal Fondo Pa­so­lini af­fi­dato in co­mo­dato d’uso fin dal 1988 al Ga­bi­netto Vieus­seux da Gra­ziella Chiar­cossi, cu­gina di Pier Paolo ed erede della ma­dre del poeta. Ne ap­pro­fitto per rin­gra­ziarla di tutte le in­for­ma­zioni che mi ha tra­smesso e per al­cune fo­to­gra­fie pre­senti in que­sto articolo.

Re­nato Gut­tuso, Cro­ci­fis­sione (1940–1941) — Gal­le­ria Na­zio­nale d’Arte Mo­derna e Con­tem­po­ra­nea, Roma

Nel per­corso espo­si­tivo sono an­che in­se­rite opere di im­por­tanti pit­tori ita­liani (Ma­rio Ma­fai, Gior­gio Mo­randi, Ot­tone Ro­sai, Giu­seppe Zi­gaina, Re­nato Gut­tuso, Fi­lippo De Pi­sis e Gior­gio de Chi­rico), ar­ti­sti par­ti­co­lar­mente cari all’autore e men­zio­nati all’interno dei suoi scritti. A que­sto si ag­giun­gono an­che  nu­me­rose te­sti­mo­nianze di per­sone che Pa­so­lini ha in­con­trato in di­versi mo­menti della sua vita: Ni­netto Da­voli, En­nio Mor­ri­cone, Vin­cenzo Ce­rami, Nico Nal­dini, Ber­nardo Ber­to­lucci, Al­berto Ar­ba­sino, Da­cia Maraini.

È inol­tre pre­sente in mo­stra una cu­rio­sità: l’inserimento di una se­zione ri­guar­dante il Friuli e il rap­porto di Pier Paolo con la lin­gua friu­lana e la di­fesa delle mi­no­ranze lin­gui­sti­che, le “pic­cole pa­trie”, come le de­fi­niva. Pa­so­lini, in­sieme ad al­cuni amici, fondò a Ca­sarsa della De­li­zia (paese na­tio della ma­dre) l’Aca­de­miuta di lenga fur­lana per la va­lo­riz­za­zione del friu­lano; lo Stro­li­gùt ne è la prima pub­bli­ca­zione uf­fi­ciale. Poi­ché il ca­ta­lano è – come il friu­lano – una lin­gua neo­la­tina, nella mo­stra si è vo­luto dare ri­lievo all’antologia della poe­sia ca­ta­lana dal Quat­tro­cento al No­ve­cento cu­rata dal poeta Car­les Cardó, pre­sente nel quinto Stro­li­gùt del giu­gno 1947 (con il ti­tolo cam­biato in “Qua­derno Romanzo”).

La mo­stra è a cura di Jordi Balló, sag­gi­sta, do­cente di Scienze della Co­mu­ni­ca­zione presso l’Università Pom­peu Fa­bra e di­ret­tore di mo­stre presso il CCCB (1999–2011), Alain Ber­gala, scrit­tore, cri­tico e re­gi­sta, e Gianni Bor­gna, gior­na­li­sta, scrit­tore e stu­dioso di Pasolini.

Pa­so­lini Roma
Cen­tre de Cul­tura Con­tem­po­rà­nia, Bar­cel­lona: 22 mag­gio – 15 set­tem­bre 2013
Ci­né­ma­tè­que Fra­nçaise, Pa­rigi: 14 ot­to­bre 2013 – 26 gen­naio 2014
Pa­lazzo delle Espo­si­zioni, Roma: 3 marzo 2014 – 8 giu­gno 2014
Mar­tin Gro­pius Bau, Ber­lino: 11 set­tem­bre 2014 – gen­naio 2015

CCCB — Cen­tre de Cul­tura Con­tem­po­rà­nia de Bar­ce­lona
Mon­ta­le­gre, 5 — 08001 Bar­ce­lona
Tel. 933064100
Fax. 933064101
e-mail. info@cccb.org
sito web. www.cccb.org


¹ Pa­so­lini Roma, a cura di Jordi Balló, Gra­ziella Chiar­cossi, Alain Ber­gala, Gianni Bor­gna ca­ta­logo della mo­stra, Pa­rigi, Ci­né­ma­thè­que fra­nçaise, 16 ot­to­bre 2013 – 26 gen­naio 2014, Skira Flam­ma­rion, Pa­rigi 2013, p. 7.

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