Poesia dello sguardo: la fotografia di Izis Bidermanas

Izis, L’uomo con le bolle, Petticoat Lane, Middlesex Street, Whitechapel, 1952 ca.

di Lucia Valcepina – Dopo il successo fiorentino dello scorso autunno, il 12 febbraio è approdata a Milano, allo Spazio Oberdan, la mostra di un grande maestro del realismo poetico: il fotografo lituano Izis (Izraëlis Bidermanas). Evento promosso da: Provincia di Milano, Fondazione Fratelli Alinari, in collaborazione con la Ville de Paris.

Sguardo inedito sul mondo, profonda sensibilità alla luce e all’atmosfera, attenzione alla marginalità. Sono questi alcuni degli ingredienti dell’arte di Izraëlis Biderman, nato nel 1911 nella Russia zarista, ribattezzato Izraëlis Bidermanas nella Lituania indipendente, per poi divenire Izis: uno dei più rappresentativi fotografi umanisti del secolo scorso. Poeta dell’immagine, oltre che ritrattista e reporter, selezionato fin dal 1951 con Brassaï, Cartier-Bresson, Doisneau e Ronis per la mostra “Five French Photographers” al MoMa di New York, autore di 10 volumi considerati modelli del genere.

Izis, Place Victor-Basch, 1950.

A diciannove anni, fugge dalla miseria del suo paese per raggiungere la “Parigi dei sogni”, Ville Lumière, capitale dei pittori e degli impressionisti. A dispetto delle iniziali condizioni di vita proibitive, il fotografo conquista un ruolo, perfeziona il mestiere, diviene reporter e, progressivamente, si libera dai codici di studio per interpretare il reale in opere poetiche e sognanti. Ma nonostante l’originalità e intensa bellezza della sua produzione artistica, Izis è ancora poco noto al grande pubblico. Forse l’etichetta di “realismo poetico” ne ha in parte occultato la profondità e originalità?

L’intensità del suo sguardo sul mondo, per un fotografo che si sognava pittore, è evidente nella mostra di Milano, che ospita oltre 140 fotografie (25 aggiunte alla precedente mostra fiorentina), in una selezione curata dal figlio Manuel Bidermanas e dalla critica Armelle Canitrot, accompagnata dalla proiezione a ciclo continuo del film Aperçus d’une vie.

La mostra ci introduce nella Parigi del dopoguerra, tra quartieri popolari ed esistenze ai margini: bambini, innamorati, pescatori, anime stanche adagiate, come i corpi, a cercar riposo in città. Si addentra nei Sogni di Londra, in un percorso che vide Izis al fianco di Jacques Prévert, nei docks, nei mercati delle pulci e delle fiere. Attraversa i Sogni di Terra promessa, Israele, tra racconto biblico e testimonianza giornalistica, storia universale e riflessione personale, con qualche lapsus imaginis alla Shoah che segnò la vita dell’artista. Racconta il mondo fiabesco e surreale del circo, con i suoi freaks, l’esistenza tragicomica dell’uomo. Disegna di nuova luce i ritratti di scrittori e artisti, tra cui Marc Chagall (di cui Izis fu vero e proprio “biografo visivo”).

Uno sguardo realistico e al tempo stesso metaforico e sognante sul mondo che restituisce un’avvolgente sensazione di incanto.

Izis, Jardin des Tuileries, 1950.

“Premo sull’otturatore quando sono all’unisono con quello che vedo” spiegava l’artista che amava privilegiare il tempo debole e il controcampo sulla documentazione dell’evento e del sensazionale, spingendo lo sguardo più in là perché, come afferma il figlio Manuel nell’intervista a corredo del volume “Izis, il poeta della fotografia” (catalogo della mostra Izis, Paris des rêves, 2010; ed. It. Fratelli Alinari, Firenze 2014):

Ogni volta è una questione di “altrove”.

Izis. Il poeta della fotografia
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano

Fino al 6 Aprile 2014

Orari. martedì e giovedì h 10-22 | mercoledì, venerdì, sabato, domenica h 10-19.30 | lunedì chiuso
Ingresso.
intero € 8, ridotto € 6.50, scuole € 3.50, gratuito minori di 6 anni
Per informazioni:
+39 02 77406302/ 6381; p.merisio@provincia.milano.it
Sito web.
www.provincia.milano.it/cultura

Partners della mostra: Duo art Films e Institut français de Milan.


3 responses on “Poesia dello sguardo: la fotografia di Izis Bidermanas

  1. Ho visto la mostra e sono rimasto incantato. Non conoscevo Izis ma in qualche modo mi è sembrato familiare, soprattutto nel suo modo di guardare la città oltre le apparenze.
    Un vero godimento anche la qualità delle stampe.
    Da non perdere!

  2. Mostra magnifica! Trasportata in quell’incanto ho amato con intensità il mondo di Izis, la sua epoca e toccato il talento. I ritratti di Chagall mentre dipinge il ‘Trionfo della Libertà’, com-MUOVONO.

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