Il “gioco serio” della creatività. Quarant’anni d’arte con Corraini

Bruno Munari, Negativo Positivo, olio su tavola, 1951

di Lucia ValcepinaMultiformi opere, preziosi libri e curiosi aneddoti, provenienti dalla memoria e dall’archivio Corraini, invitano i visitatori a un appassionante viaggio nell’arte contemporanea.

Il suo logo è stato realizzato da Bruno Munari su precedente disegno di Giosetta Fioroni. La sua storia è densa e significativa come la trama d’arte e idee che la caratterizza.

Stiamo parlando della Galleria e Casa editrice Corraini che a Mantova, dal 4 settembre, celebra i suoi 40 anni d’arte e cultura con una mostra ricca di opere preziose, aneddoti, rarità.

Un’esposizione in fieri destinata a trasformarsi, per ospitare le multiformi espressioni artistiche che in questi anni, tra quelle pareti, hanno lasciato traccia di sé.

Galleria Corraini, Mostra per i 40 anni (2013)

Una mostra dominata da una ‘caotica creatività’, dove il presente dialoga con il passato. Un ‘disordine sensato’ come il glossario fonetico di Yoshiko Noda, in arte Yocci, sorprendente come l’Espositore per libri di Munari (un gilet?!), ispirato e giocoso come le creazioni di Giosetta Fioroni, innovatore come i dipinti di Piero Dorazio, il design di Enzo Mari, le illustrazioni di Federico Maggioni…

E noi, lì in mezzo, siamo invitati a cogliere le analogie, le sottili corrispondenze tra libri d’artista, quadri, sculture, bozzetti e appunti di redazione… captare l’intreccio di messaggi, ora espliciti ora sottesi, immersi nello stupore del gioco creativo.

«Visitatori – sembra dirci la mostra – siete protagonisti dell’esperienza artistica! Attraversatela, percepitela, reinventatela». Con la giusta calma, con l’attenzione al particolare, come a quei libretti di repertorio all’ingresso che, in un rito d’accoglienza, con la loro selezione di grafiche, ci riportano a ritroso nel tempo, alle esposizioni degli anni settanta-novanta.

Galleria Corraini, Mostra per i 40 anni (2013)

È questa una modalità collaborativa – tra artisti, editori, fruitori – che ci riconduce a un’idea lungimirante e innovativa, al fecondo sodalizio tra Corraini e Bruno Munari. Percorrendo la mostra, ci si svela quel modo ‘illuminato’ di concepire l’immaginazione (e non solo quella infantile!), il percorso sorprendente dell’intelligenza creativa. «E se giocare fosse una cosa seria?» vien da chiedersi, esattamente come l’osservare attraverso quei fori di copertina sui Block notes…

Il visitatore si imbatte così nelle Forchette Parlanti e nei Libri impossibili di Munari, poco distanti dai suoi semi di tarassaco; attraversa le illustrazioni di Gianluigi Toccafondo e Pablo Echaurren; si avvicina per caso a un libro (che libro non è) e ritrova le creazioni più recenti: l’ironia grafica di Fausto Gilberti, i mondi 10×10 di Emiliano Ponzi, i bestiari pop-up, le caffettiere viventi di Massimiliano Tappari.

E ancora, il visitatore incontra le opere di artisti e autori che hanno dato forma, negli anni, a un’idea d’arte come mondo di intersezioni, apporti e progetti rivoluzionari. Qualche assaggio di pittura del Novecento, da Alighiero Boetti ad Achille Perillli, da Concetto Pozzati a Salvatore Garau; un piccolo itinerario tra le sculture di Mario Ceroli, Giordano Frabboni, Giacinto Cerone; un passaggio attraverso il design di Michele De Lucchi, Italo Lupi, Massimo Lunardon e la fotografia di Gabriele Basilico, Lucia Pescador, Moreno Gentili (solo per citarne alcuni).

Enzo Mari, Serigrafia su legno, 1956

Ma la mostra non è solo un percorso d’arte dai mille volti e dalle altrettante forme. È anche un racconto dei retroscena, messaggi, doni o appunti all’editore. Capita così di imbattersi nel dattiloscritto di Guido Ceronetti, Rosa Vercesi, prima della pubblicazione, nelle note correttive degli autori all’impaginazione, nelle dediche, nei biglietti, nelle buste personalizzate, dietro le quinte di una pratica editoriale che prevede passaggi di bozze, revisioni e qualche ripensamento.

La mostra sarà visitabile, nella sua varietà, fino al 24 novembre e, come accennato, cambierà di continuo forma, sostanza, ospitando pezzi di diversa natura.

Al suo interno, ogni tragitto è possibile ma, per apprezzarla appieno, è utile dimenticare i propri schemi mentali, superare le rigidità fisiche del segno e della pagina, riscoprire la libertà creativa come suggerisce Suzy Lee nella Trilogia del limite.

E mentre ci addentriamo nella mostra, le Edizioni Corraini sono di ritorno dalla NY ART Book Fair, uno dei principali eventi internazionali dedicati ai libri d’artista, ai cataloghi, alle monografie e pubblicazioni che intercettano nel mondo le nuove forme d’arte contemporanea.

Itinerari, incontri, incroci, invenzioni. Forse un archivio…

Galleria Corraini
Mantova, via Ippolito Nievo 7
fino al 24 Novembre 2013

Orari. 9.30-19.30
Ingresso libero
sito web. www.corraini.com


6 responses on “Il “gioco serio” della creatività. Quarant’anni d’arte con Corraini

  1. Sono capitato per caso alla mostra a Mantova e ho trovato molti spunti originali, oltre alle bellissime Rockstars di Gilberti. Ho apprezzato soprattutto le tracce del rapporto autori-editore.

  2. Meravigliosi i libri di Corraini, preziosi e da osservare con uno sguardo sensibile e libertà creativa.
    “La figlia del corsaro nero” con le illustrazioni di Toccafondo, i “Block Notes” essenziali con i fori in copertina da cui sbirciare e immaginare e le recenti poesie visive di Susy Lee. Un viaggio attraverso il libro d’artista che ripaga l’occhio di bellezza, scalda il cuore e solletica la fantasia!

    • Grazie Daniela, quelle citate sono alcune delle opere più esemplifivative dell’oggetto-libro Corraini, che affascinando anche noi. Questa casa editrice ha svolto nel panorama editoriale italiano un lavoro egregio e fondamentale. Un caro saluto e speriamo a presto!

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