Robert Capa. La vita ai confini con la morte

di Anna Castellari Si dice che alcuni degli scatti di Robert Capa siano finti. Come quello, famosissimo, del miliziano repubblicano spagnolo colpito a morte nel corso della Guerra Civile, nel 1936. Può essere: ma poco importa, anche questi artifici fanno parte dello spirito del tempo, e nella loro ingenuità, oggi che le immagini sono decisamente invasive, li perdoniamo volentieri. Una mostra a Villa Manin, curata da Marco Minuz, ripercorre l’intera opera dell’artista che visse “la realtà di fronte“, come si intitola eloquentemente.

Robert Capa: siciliano mostra ad ufficiale americano la strada percorsa dai tedeschi, vicino Troina, 4/5 agosto 1943. Caption. Place. Year © Robert Capa / International Center of Photography / Magnum

Si tratta certamente di uno sguardo inconsueto quello che ci offre l’artista di origine ungherese, per il quale viene offerta nella bellissima Villa Manin una retrospettiva a cent’anni esatti dalla sua nascita. Scrive Italo Zannier, altro importante fotografo del Novecento, in merito alla sua arte: “Furono questi intellettuali a definire – fuori dal corrivo artigianato – un saldo capitolo della storia della fotografia, inventando anche la fotografia d’azzardo”, una fotografia che guarda al reportage.

Eppure, nonostante i difficili temi che egli affronta nel corso della sua carriera, stroncata in giovane età proprio in una di quelle guerre che inseguiva febbrilmente, sempre secondo Zannier, “nelle fotografie di Capa, non c’è mai l’eccesso, il massacro per se stesso, i morti ammazzati; il sangue nel suo bianco-nero, quando c’è, è controllato dalla dolcezza dell’immagine, che tende ad essere romantica, antica ed irripetibile nella speranza esistenziale della pace”.

Gerda Taro, Robert Capa, Segovia front, Spain, late May/early June 1937. Copyright: Caption. Place. Year © Robert Capa / International Center of Photography / Magnum Photos

La mostra è articolata in ordine cronologico, curata nel dettaglio da testi biografici e critici oltre che da significative citazioni autoriali.  E anche se spicca il suo “sguardo di fronte” ai maggiori conflitti della sua epoca – dalla Spagna alla Cina, al Vietnam – in realtà la parte più interessante, oltre che inedita, della mostra, è quella sezione dedicata al cinema. Capa fu, infatti, anche fotografo di attori intenti a girare film, grazie alla sua relazione con Ingrid Bergman, che lo portò sul set di numerosi lungometraggi dell’epoca.

Questa sezione, oltre a stemperare la durezza di moltissime immagini presenti e ben note al pubblico, è anche un interessante quanto misconosciuto scorcio della vita fotografica dell’artista. Oltre al ricco apparato iconografico, infatti, l’artista ebbe modo di dimostrare la sua capacità di cogliere la realtà con uno sguardo limpido e curioso anche laddove un altro occhio, quello della cinepresa, già si esprime.

Il fotografo scompare durante una missione in Indocina, dove venne inviato da Life, calpestando una mina antiuomo mentre accompagnava un convoglio francese, nel 1954, ad appena quarant’anni.

Robert Capa, Afred Hitchcock con Ingrid Bergman, © Robert Capa/International Center of Photography /Magnum Photos

Robert Capa. La realtà di fronte
Fino al 2 febbraio 2014
Villa Manin (Passariano di Codroipo, Udine)

Orari. Martedì-venerdì: 10-13, 15-18 | sabato, domenica e festivi: 10-19 | chiuso lunedì
Ingresso. Intero: € 8 | Ridotto: € 5 | Ridotto gruppi: € 4 (minimo 15 persone con una gratuità)


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