Da Shain Erin a Damien Hirst. Quando la paura fa… arte

Shain Erin, Sabelia – Exquisite Monster Art Doll (2011).

di Sonia Cosco – Un po’ come accade per i film dell’orrore, le avvertenze prima della visione-lettura di questo articolo che cavalca l’evento Halloween sono le seguenti: non adatto a un pubblico facilmente impressionabile.

Perché? Perché vedrete bambole raccapriccianti, teschi dal ghigno malefico, volti diabolici, ninfette stregate. È la vigilia di Halloween, il tempo è uggioso e cupo, da far invidia alle atmosfere dell’Antologia di Spoon River (anche se le temperature di questo ottobre sono più da foresta tropicale). In questo scenario goticheggiante ho lavorato sulle mie paure più profonde, represso fastidio e repulsione e apro le danze di questo articolo con l’effetto shock, con un artista che realizza delle bambole per niente tenere e dolci. Premettendo che anche la più candida e sorridente bambola ha, per quanto mi riguarda, qualcosa di oscuramente sinistro, le creature dell’artista americano Shain Erin sfidano seriamente la ‘pediofobia’, ovvero la patologica ‘paura delle bambole’ che pare essere molto più diffusa di quanto si creda.

La sua arte surreale si concretizza in sculture stranissime e costosissime e, si sa, la paura, l’horror, il mistero alimentano da secoli immaginario e immaginazione (pensate soltanto agli incubi pittorici di Füssli e Goya, solo per citare i riferimenti più immediati). I lavori di Erin sono curatissimi in tutti i dettagli, soprattutto quelli espressivi, oltre che anatomici. Le bambole sfigurate sono davvero impressionanti. Sabelia, per esempio, fa parte della serie “Monsters Exquisite” ed è ispirata ad antichi campioni medici di cera che rappresentano anomalie genetiche e malattie. Per i telefilm addicted, potremmo dire molto molto American Horror Story.

Visto che si parla di inquietudini artistiche, non possiamo non citare uno degli artisti più discussi dell’arte orrorifica del XXI secolo, Damien Hirst che da sempre esplora il tema della morte con esiti discutibili, sicuramente originali. Dagli animali morti ai collage di farfalle, dagli animali in formaldeide al teschio tempestato di diamanti. Le installazioni di Hirst sembrano volgarizzare il tema della morte e farci perdere quello slancio emotivo, la paura, che, pur nella sua negatività, apre dentro lo spettatore uno spazio di riflessione, di introspezione e di esorcizzazione. La ‘svendita’ della morte nella poetica di Hirst sembra mercificare emozioni. Qualcuno dice che l’artista non fa che mostrare la normalità della morte, a me sembra piuttosto la banalizzazione della vita venduta a caro prezzo.

Damien Hirst, For the Love of God.

Ora però cambiamo pagina e presentiamo un’artista la cui leggerezza anticonvenzionale nulla a che fare con l’organicismo di Hirst. Nicoletta Ceccoli è un’illustratrice nota in Italia e all’estero. Il suo surrealismo su carta si declina in mondi incantati, fragilità fiabesche, incubi zuccherati. Di innocente non hanno nulla le fanciulle della Ceccoli, piuttosto hanno l’aria di principesse appena destate da sonni lunghissimi e abitati da spettri e fantasmi. Insomma. le abitanti perfette delle distopie anti disneyane.

Un’illustrazione di Nicoletta Ceccoli.

Rimanendo sul tema, ma virando su toni meno accesi e avvicinandomi a casa, vi ricordiamo l’installazione dell’artista genovese Paolo Lorenzo Parisi, presente in questi giorni, fino al 3 novembre a Villa Serra di Comago (Imperia), alla mostra collettiva “Il colore dei pensieri” con una delle sue opere dissacranti e ironiche dal titolo Ceriana Cross in cui gli oggetti simbolo dell’artista, i guanti di lattice, si trovano incastonati dentro una croce di plexiglass. «Osservando le particolarità di questo borgo» dichiara Parisi «mi venne in mente di progettare un’installazione con i guanti di lattice; e così immaginai una croce contemporanea con i guanti pressati al suo interno. Un artificio che contrasta con la forza estetica del borgo imperiese, specialmente quando appare Ceriana dalla statale della valle Armea con le sue case in pietra arroccate e i suoi campanili».

Paolo Lorenzo Parisi, Ceriana Cross (2013)

Se avete superato le vostre paure e siete arrivati alla fine dell’articolo, vi salutiamo augurandovi, con le parole dello scrittore russo Viktor Sklovski “felicità, inquietudine, sonni agitati e sete di futuro”.

 


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