Spazio ai lettori: Dracula in Triennale

A dicembre, con il contest Natale alla Triennale, abbiamo messo in palio due biglietti per la mostra Dracula e il mito dei vampiri (recensita da noi in questo numero di Nèura), aperta nello spazio espositivo milanese sino al prossimo 24 marzo 2013. 
Con il numero di oggi, vogliamo dare spazio alla voce dei lettori, ascoltare le opinioni e le impressioni di chi ci legge e, soprattutto di chi non smette mai di guardarsi attorno con interesse e curiosità.
Se vi ricordate, il vincitore del contest era Giovanni De Nisi. Lasciamo a lui la parola. 

Locandina della mostra Dracula e il mito dei vampiri, Triennale (Milano)

di Giovanni De Nisi – Il padre di tutti i vampiri, il più temuto, il più astuto, il più seducente e leggendario vampiro di tutti i tempi è sotto gli occhi di tutti in una mostra!
Così, nel buio di una piccola sala inizia l’incursione nelle tenebre, e inizia con le immagini di uno dei film capolavoro, il Dracula di Bram Stoker, di Francis Ford Coppola. La scena ti strappa subito alla realtà, rimandandoti in un luogo antico, in una cappella dove giace una donna morta al cospetto di un uomo che, cinto di una possente armatura rossa, si dispera alla vista della sua amata inerme.

Da lì a poco, la scena incalza e la disperazione si trasforma in una devastante rabbia e maledizione, contro il Dio per il quale l’uomo ha combattuto, per difendere la cattolica Europa dall’invasione dei Turchi, ma che ha permesso che la sua amata, e con lei il suo amore, morissero.
Basta questa scena per ammaliare e confondere le menti, ed ecco che già Dracula diventa meno pauroso e molto più seducente, più passionale. Da secoli, questa creatura si aggira nei nostri libri, nei nostri racconti, nei film, nei dipinti, in migliaia di immagini, da secoli ci affascina e ci spaventa, ci seduce e succhia la nostra paura che spesso si trasforma in attrazione.

Ritratto del conte Vlad. Prestito dal Kunsthistorisches museum di Vienna

Le immagini passionali e iraconde lasciano il posto ai ritratti del Conte Vlad, e alla digressione storico-letteraria sulla nascita del mito: così si passa alla storica battaglia contro i Turchi, considerati infedeli, alle guerre contro i vari staterelli del mondo slavo, alle armature, alle sciabole e alle efferate torture mortali cui Vlad sottoponeva i prigionieri sul campo di battaglia.

Questo mondo fatto di battaglie di sangue, di torture, di fede, offre la chiave di lettura di come sia nato un mostro che diventa il simbolo del male, di un male che contrappone un occidente buono e cristiano e un oriente cattivo e infedele, da estirpare, da sottomettere alle leggi divine. Insomma si inizia a capire che la nascita di Dracula è il frutto di credenze popolari, di fatti storici realmente accaduti, di costruzioni politico-religiose che avevano il compito di influenzare il corso degli eventi, fino ad arrivare alle opere filosofiche e letterarie che lo avrebbero romanzato, reso immortale oltre la sua stessa immortalità e fatto bramare nel nostro immaginario collettivo.

Guido Crepax, Valentina e Dracula. Fonte: www.repubblica.it

La mostra si apre poi alle proiezioni cinematografiche che, tra luci e ombre, lo hanno rappresentato, ora brutto e canuto, ora magro e tenebroso, talvolta bello e seducente come non mai. Gradevole e interessante la sezione dedicata alla costumista del film di Coppola, Eiko Ishioka, che racconta la sua esperienza nell’interpretare, e quindi trasformare in meravigliosi costumi, il male, la seduzione, la passione, l’inganno, la fede, le tenebre, l’innocenza e il rosso sangue che caratterizzano il non morto e tutti i personaggi del romanzo che ha creato il mito così come lo conosciamo noi.

L’esposizione si conclude con un cenno alle influenze al mondo della moda e con alcune tavole del fumettista Guido Crepax, che nel suo repertorio annovera una rappresentazione di Dracula, tratta anch’essa dal romanzo di Stoker.
Nonostante i manoscritti, le digressioni storico-letterarie e le proiezioni, i cimeli ottomani, trovo che la messa in mostra di un personaggio così attuale, così moderno, così e iconografico, sarebbe potuta essere molto più articolata. Mancano tutta la trasformazione e interpretazione di scrittori contemporanei – una fra tutte Anne Rice, che ha reso il vampiro un personaggio dalle connotazioni romantiche, un essere sensibile, riflessivo, ossessionato dalla bellezza e dalla perfezione, insomma un personaggio contemporaneo, affascinato dal potere dall’apparire e combattuto dai grandi dilemmi delle ere che scorrono sotto i suoi occhi.

L’immagine del vampiro è stata ripresa e interpretata da artisti, fotografi, stilisti, eppure manca un’esposizione di questa iconografia che ha contribuito a fare del vampiro un personaggio pop. Manca, a mio avviso, un sottile rivolo di sangue che colleghi Dracula, il tormentato Lestat della Rice fino al teenager Edward Cullen di Twilight.
Il viaggio in Triennale propone, in conclusione, un breve sguardo sull’eternità di un mito, che ironicamente viene sopraffatto proprio dall’impossibilità di mutare, mentre il mondo che vive cambia e si trasforma!

Dracula e il mito dei vampiri: le tre sezioni della mostra


2 responses on “Spazio ai lettori: Dracula in Triennale

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